Care concittadine, cari concittadini,
con questa lettera vi presento il progetto per il centro storico, i cui elaborati trovate in allegato.
Il documento è un progetto di fattibilità delle alternative progettuali. Con questo strumento l’Amministrazione ha sondato tutte le opzioni possibili, e aveva il dovere di farlo. Per entrare davvero nel merito delle questioni serve una base da cui partire: documenti e progetti concreti su cui confrontarsi e lavorare insieme. Questa prima fase ha esattamente questo scopo.
Gli interventi proposti concorrono a una visione unitaria del centro. Il centro, a sua volta, è parte di una visione complessiva del Comune. Sono in corso importanti interventi di riqualificazione: l’intervento sull’Olona, l’area Tettamanti e l’area ex Trolli. In progettazione c’è il progetto di Via Jamoretti, sviluppato allo stesso livello progettuale del centro storico, che sarà la base del prossimo confronto.
Da dove partiamo
Il punto di partenza è un’osservazione oggettiva, non un’opinione: è la realtà del nostro centro. Il centro si sviluppa lungo un’unica strada, Via Porro. Su di essa si affacciano Chiesa, Municipio, Posta, Biblioteca e negozi, ciascuno per conto proprio. Lo spazio pubblico è frammentato. Le aiuole si possono solo guardare. I marciapiedi relegano il pedone ai margini. Gli arredi sono diversi e disordinati. Gran parte del traffico attraversa il paese senza fermarsi.
Il centro è diventato sempre più un luogo di passaggio e sempre meno un luogo di sosta e di comunità. È un’evidenza che chiunque può verificare, ed è da qui che occorre partire.
Il metodo
Un progetto per lo spazio di tutti deve reggersi su criteri oggettivi, che vadano oltre il gusto personale. Per questo ci siamo dati criteri chiari, ispirati, tra gli altri, al lavoro del grande urbanista danese Jan Gehl, per il quale la qualità dello spazio pubblico determina la qualità della vita sociale. Ogni scelta è stata verificata su questi pilastri:
1. Da longitudinale a trasversale. Oggi il centro si percorre lungo la strada. Quando entra in gioco la dimensione trasversale, la strada smette di essere strada e marciapiede e diventa piazza. Materiali riconoscibili segnalano all’automobilista che sta entrando in uno spazio condiviso.
2. Un sistema di piazze. La piazza è il luogo dell’incontro, della socialità e della comunità. Per questo abbiamo immaginato un sistema di cinque piazze, collegate da un percorso pedonale continuo dalla Biblioteca al Panificio.
3. Traffico buono e traffico cattivo. Il progetto favorisce chi si ferma, usa i servizi ed entra nei negozi, e scoraggia il semplice attraversamento.
4. Parcheggi strategici. Più posti auto, meglio distribuiti e collegati ai servizi con percorsi sicuri. Chi parcheggia a cinquanta metri da un negozio, lungo un percorso piacevole, si ferma anche altrove.
5. Il verde come continuità. Le alberature definiscono gli spazi e accompagnano il percorso.
6. Un linguaggio unitario e accessibile. Pavimentazioni, sedute e illuminazione sono coerenti tra loro e i percorsi sono accessibili a tutti.
Il progetto
Il progetto è una cucitura urbana. Un percorso continuo attraversa il centro dalla Biblioteca al Panificio e tiene insieme tredici lotti. Proprio perché la visione è unitaria, ogni lotto può essere pensato e realizzato separatamente, in modo indipendente dagli altri. Come i grani di una collana, ogni intervento ha senso da solo e acquista valore nell’insieme. Lo descriviamo seguendo il percorso.
La Biblioteca e il parco. Lo spazio davanti alla Biblioteca diventa un luogo di aggregazione, con una nuova scalinata-rampa e un accesso più sicuro dalla strada. Il parcheggio Piffaretti viene riqualificato con superfici drenanti. Il campo da tennis resta dov’è: il muro di cinta viene mantenuto e due cancelli, aperti di giorno, lo rendono attraversabile e lo restituiscono alla cittadinanza.
Via Porro: Monumento, cedri, Farmacia. È il tratto in cui la strada diventa piazza. Nasce la nuova piazza del Monumento ai caduti, con la fermata dell’autobus riorganizzata. Sotto i cedri monumentali trova posto un nuovo parcheggio, che libera dalle auto le aree centrali. Davanti alla Farmacia la pavimentazione in pietra dà continuità allo spazio. Per questo tratto il documento propone tre soluzioni alternative per la sosta e per la posizione del Monumento, di cui parliamo più avanti.
Via Bianchi e Via Foscarini. I marciapiedi diventano a raso, in pietra, alla stessa quota della strada. Un nuovo attraversamento e un nuovo cancello aprono il parco di Villa Bianchi verso il centro. Via Foscarini collega la scuola dell’infanzia Malnati, il parco e la scalinata storica verso Santa Caterina.
Corte Riva. Oggi è un retro, domani sarà un fronte. Al posto delle fioriere in cemento arrivano una superficie in terra battuta, alberi di media grandezza, le vetrine e i dehors dei negozi. È l’esempio più chiaro di come uno spazio pubblico prenda vita dalle attività che vi si affacciano.
La Chiesa, l’Oratorio e il Teatro. In collaborazione con la Parrocchia, il sagrato si allarga e la piazza della Chiesa viene alberata secondo un disegno regolare: è la piazza a dare forma alla strada. Al posto del muro dell’Oratorio arriva una recinzione leggera e arretrata, che apre la vista sul Cinema Teatro e lo restituisce al paese. Via Gritti viene spostata fuori dall’arco della Chiesa, liberando la facciata laterale e creando un passaggio pedonale sicuro. L’accesso carraio all’Oratorio resta garantito. Lungo Via Gritti, su un terreno della Parrocchia, sono previsti circa dieci posti auto, a servizio soprattutto delle celebrazioni.
Verso il Panificio. Il parcheggio Toscani viene ampliato verso il campo sportivo. Un dosso e un nuovo marciapiede rendono sicura l’uscita dal Panificio. Il dislivello verso il campo diventa una gradinata da cui guardare le partite.
In tutto il progetto le pavimentazioni sono drenanti, i materiali e gli arredi sono coerenti tra loro e i percorsi sono accessibili a tutti.
Il Monumento ai caduti
Lo spostamento del Monumento ai caduti è un’alternativa che avevamo il dovere di sondare. Dovevamo verificarne la fattibilità e il risultato, e portarla al confronto. Sul tema sono stati espressi molti pareri, anche molto contrastanti e, nel complesso, equamente divisi. Ci ha colpito il trasporto con cui i cittadini hanno espresso le loro posizioni, in un senso e nell’altro. È la passione che emerge quando si dà alle persone l’occasione di partecipare. Questa Amministrazione lo aveva
dichiarato fin dalla campagna elettorale e lo sta facendo con convinzione, senza paura del confronto, in netta discontinuità con il passato.
Come si realizza
Dopo questa prima fase seguiranno la progettazione di fattibilità e quella esecutiva. Ogni lotto potrà essere progettato e realizzato in autonomia, secondo priorità chiare e in base alle disponibilità dell’Amministrazione. La visione d’insieme garantisce che ogni intervento, anche il più piccolo, vada nella stessa direzione, come parte di un unico disegno.
Un percorso condiviso
Ci tenevamo che fosse un percorso condiviso. Un progetto di questo respiro deve poter proseguire negli anni con continuità, al di là delle appartenenze politiche. Per questo è cresciuto insieme a voi. C’è stato Induno Lab, lo spazio in paese dove i progettisti hanno lavorato ogni settimana e, per diversi sabati, hanno incontrato i cittadini. Ci sono stati gli incontri con commercianti, cittadini e componenti consiliari, e l’assemblea pubblica in Sala Bergamaschi.
Uno spazio pubblico ben progettato crea le condizioni per fare comunità. Il resto lo fanno le persone, le associazioni e le attività che lo abitano. È questo il senso del progetto.
Arch. Marco Mezzalira
Assessore all’Urbanistica e al Governo del Territorio